Agli albori del web 2.0 ebbi l’avventura di partecipare ad alcune giornate di formazione con Marco Camisani-Calzolari.
Preso dal turbine di novità, suggerimenti e possibilità ne uscii carico e pronto a sfruttare tutto ciò che avevo appreso.
Uno strumento mi attirava più di ogni altro: un bellissimo software per creare mappe mentali.
Appassionato di Open Source, cercai un’alternativa e trovai Freemind: un po’ spartano, ma efficace ed essenziale.
Iniziai ad usarlo per tenere sotto controllo le decine di aree che ricadevano sotto la mia responsabilità: dal brain storming alla pianificazione, tutto iniziava creando un nuovo ramo su una mappa.
Fu in quei mesi che nacque l’uomo ragno: le persone del mio team chiamavano le mappe “ragni”, e da lì mi ritrovai nell’universo Marvel.
Le mappe
Le mappe mentali sono ancora oggi alla base del mio sistema di gestione, per diversi buoni motivi:
- 𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶: seguono e accompagnano il ragionamento, evolvono e crescono assieme al progetto che supportano.
- 𝗦𝗶 𝗮𝗱𝗮𝘁𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲: aiutano a organizzare le informazioni nel modo che ci viene più naturale, che è unico per ciascuno di noi.
- 𝗖𝗿𝗲𝗮𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗲: permettono di organizzare i concetti in gerarchie chiare e coerenti.
IN PRATICA
Ad oggi penso di meritarmi quel vecchio soprannome: uso e costruisco mappe mentali ad occhi chiusi. Spesso mi chiedono per cosa le uso in pratica, nel lavoro di tutti i giorni. Principalmente per tre cose:
- 𝗕𝗿𝗮𝗶𝗻 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗺𝗶𝗻𝗴. Esplorare un’opportunità, valutare un problema, trovare una soluzione. “Background”, “Obiettivi”, “Vincoli”, “Opportunità”, “Ipotesi”: questi sono i primi rami che creo. Da questi, via via concetti e soluzioni si strutturano e si organizzano. L’attività creativa non è mai lineare per cui con il procedere del lavoro interi rami si spostano, si dividono, si rinominano. Nuovi rami nascono e muoiono, mentre la soluzione prende forma.
- 𝗣𝗿𝗼𝗷𝗲𝗰𝘁 𝗺𝗮𝗻𝗮𝗴𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁. Mappare aree di progetto, obiettivi e referenti. Definire tempi, tracciare avanzamenti, seguire evoluzioni, tenere nota dei meeting. Una mappa mentale ben fatta fa la differenza.
- 𝗕𝗿𝗮𝗶𝗻 𝗱𝘂𝗺𝗽. Tutti gestiamo tante attività diverse, tutti abbiamo bisogno di staccare per ricaricarci. Non possiamo realmente dedicarci ad un’attività se i nostri pensieri restano legati a quella precedente. Una mappa mentale è un’immagine della mente. So, per averlo provato, che se rileggessi oggi la mappa di un progetto di 10 anni fa in pochi minuti sarei pronto a riprendere il lavoro. Quello che faccio è “scaricare” nelle mie mappe gli aggiornamenti e i punti aperti di ogni task. Ne ottengo la certezza che non mi perderò nulla, perché potrò sempre “ricaricare” tutto in pochi minuti. Posso dedicarmi all’attività successiva, o staccare la spina per ricaricarmi.
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