Non c’è evento, tavola rotonda o seminario nel quale non si parli di AI. Questo argomento stimola curiosità e domande in ogni platea. Gli entusiasmi verso l’AI riguardano un po’ tutte le aree su cui ha impatto.
C’è però un settore nel quale il giudizio è ancora sospeso: l’editoria online. Qui la platea resta profondamente divisa tra entusiasti e detrattori.
sostenitori contro scettici
I sostenitori dell’AI vedono in essa una grande occasione per confezionare in tempi rapidi grandi quantità di contenuti alimentando con maggiore frequenza i siti esistenti e realizzandone anche di nuovi in poco tempo.
Gli scettici, dall’altra parte, si schierano a difesa del lavoro creativo tradizionale, lungo, faticoso e frutto della ricerca e dell’impegno che porta alla realizzazione di contenuti distintivi e unici.
Le redazioni vedono con sospetto uno strumento che, utilizzando fonti non sempre controllabili, in breve tempo imita in qualche modo il loro lavoro. Alcuni editori inoltre sono contrari all’utilizzo dell’AI per la produzione di contenuti perché ritengono che gli utenti non attribuiscano valore agli articoli generati automaticamente e temono quindi di perdere lettori.
IL RUOLO DELLA HUMAN INTELLIGENCE
Personalmente dubito che l’utente medio sia in grado di distinguere un contenuto generato da un’AI correttamente istruita e utilizzata, da quello realizzato da una persona. Di fatto tuttavia, il dibattito è aperto.
La paura del nuovo ha sempre accompagnato ogni cambiamento di grande impatto. Certamente servono controlli sulle fonti per evitare che le informazioni cui si attinge non siano corrette e portino quindi alla creazione di contenuti scorretti e fuorvianti.
L’intelligenza e l’intervento umano restano necessari e imprescindibili: l’AI produce contenuti di valore solo se utilizzata correttamente e con consapevolezza. Individuare un argomento, scegliere un punto di vista, valutare una scaletta, aggiungere punti critici, raffinare il tono per ottenere l’effetto desiderato sono compiti che competono alla persona che concepisce e firma il contenuto.
INDIETRO NON SI TORNA
Quello che è certo è che il risparmio di tempo su lavori ripetitivi, reportistiche e ricerche è il vantaggio chiave riconosciuto da tutti. Resta da capire come evolveranno i modelli AI e quali saranno gli impatti a lungo termine sul settore editoriale in termini di offerta (varietà, volume e qualità dei contenuti proposti) e di occupazione (livelli di impiego, figure professionali e competenze richieste).
Abbiamo parlato di AI e Human Intelligence su bertini.marketing:
- AI disruption: il futuro di SEM e contenuti online
- Il futuro del Project Management tra AI e lavoro umano
- Vuoi vendere? Allora parlami.
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